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Vicenza, ladri la trascinano fuori dall’auto e la travolgono: morta

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A quel punto, forse perché la macchina era rotta o perché non riusciva ad usare il cambio automatico, ha inserito la retromarcia e si è fermato contro il muretto del park di un supermercato per poi salire sulla Panda di colore grigio guidata da un complice. Un’auto, di cui si conosce il parziale di targa, che potrebbe essere stata abbandonata in seguito.La caccia all’uomo è aperta: i carabinieri hanno esteso le ricerche in tutta Italia e alle frontiere. Le accuse alle quali dovrà trovarsi a rispondere sono pesanti: rapina, omicidio e omissione di soccorso. E nei guai finirà anche il suo complice, l’uomo che con ogni probabilità era lì proprio per aiutarlo nella fuga.

Il «tour» negli uffici postali

Secondo i detective del nucleo investigativo di Vicenza i ladri senza scrupolo avevano seguito le donne nel loro «tour» di ufficio postale in ufficio postale, puntando non all’auto ma i soldi in essa contenuti: la nipote della vittima, Alessandra, romena di 33 anni del Veronese, doveva infatti prelevare poco meno di 10mila euro che servivano alla ditta di Zimella per la quale lavora, per l’acquisto di bancali e pellet: «Non avevo prenotato il prelievo della somma in Posta così ho dovuto ritirare i soldi in più trance» ha spiegato la giovane, disperata, sentita in caserma a Noventa assieme al suo datore di lavoro. La giovane ha dichiarato appunto di aver fatto tappa a Zimella, Lonigo, Orgiano e appunto Noventa per arrivare a mettere assieme la somma necessaria. «Quando sono uscita l’auto non c’era più, la zia era a terra, nel sangue, a una decina di metri» ha raccontato. La parente, per accompagnarla, si era presa un giorno di permesso al lavoro, impiegata da oltre dieci anni nella ditta veronese di ortofrutta O.p.Geofur di Massimo Marino. «Aveva un rapporto strettissimo con la nipote, la trattava come una figlia – ricorda il titolare, provato dalla notizia – Mihaela era una bravissima persona, sempre disponibile, affidabile».

La vittima

Conosciutissima a Minerbe, il piccolo centro della Bassa veronese dove aveva vissuto fino a pochi anni fa insieme alla madre e a una sorella. Mihaela, per qualche mese, aveva gestito in pieno centro una sala slot prima del cambio di gestione. «Veniva qui praticamente ogni sera, perché andava a trovare la madre» ricordava, ancora sotto choc, Sergio Calearo il titolare della tabaccheria di via Roma a pochi metri di distanza dalla filiale della banca Unicredit. L’appartamento della famiglia Stoicescu è proprio sopra l’istituto di credito e fino a pochi mesi fa, Mihaela aveva vissuto lì. «Mi diceva che era andata a vivere a Casaleone dal suo fidanzato – proseguiva il tabaccaio -. La vedevamo arrivare con la sua auto nuova e ci raccontava che era stato lui a regalargliela. Non riesco a credere che possa essere morta così». Cordoglio anche da parte del sindaco del piccolo centro veronese, Andrea Girardi: «Queste sono tragedie che lasciano senza parole. Una cosa del genere, in pieno giorno? Mi auguro che i responsabili vengano catturati nel più breve tempo possibile e messi nelle condizioni di non ripetere mai più un fatto simile. Non conoscevo personalmente la signora, ma a nome di tutta la comunità porgo le condoglianze a tutta la famiglia»

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